L’ARCHITETTURA STROMBOLIANA
/ STROMBOLI’S ARCHITECTURE

Stromboli –––––– 38° 47′ N / 15° 12′ E

Scritto/Text Alessandra Lucca
Fotografia/Photography Alessandra Lucca, Olga Segura

Architettura Stromboli - Scopri Stromboli

IT –– Un guanto bianco rispettoso della natura selvaggia e del prepotente vulcano. Queste sono le case a Stromboli che rappresentano le “Monadi del Mediterraneo”: sostanze semplici, vite, anime, spiriti e unità, capaci di un’azione fortissima.

Compresse nel verde e assalite dalla cenere vulcanica, si aggrappano come patelle di mare allo scoglio con tutte le risorse, con il medesimo sforzo che i contadini hanno impiegato per coltivare la terra ostile sulle pareti della montagna.

Nessuno sfarzo, nessun elemento di riconoscimento che riconduca al proprietario, non è importante di chi siano, è prioritario che abbiano caratteri uniformi e riconoscibili, perché la gente di qui non abita la casa, ma vive l’isola che non subisce mai la prepotenza dell’artificio.
Potrebbe rivoltarsi l’isola e inghiottire strade e isolati interi da un momento all’altro. Allora non serve spendere tempo e risorse perché è la natura a decidere le sorti e la durata della vita. Tutto è minimo ed è importante solo ciò di cui si necessita.

EN –– As a white glove caressing wild nature and the overbearing volcano, Stromboli’s houses looks like the “Monads of the Mediterranean sea”: elementary substances, lives, souls, spirits and unities, gifted of an unbelievable power.

Clumped into the greenery and covered with volcanic ash, they stick like a leech to the rock, as strong as farmers who cultivate a harsh ground on the slopes of the mountain.

There is no showing-off, nor evidence of the owner, it doesn’t matter who the houses belong to, they must indeed have uniform and recognizable characteristics, because people of this spot don’t live the house, but live the island, and the island cannot tolerate any aggressive remark of fake.
Any time the island could turn and swallow up streets. There is no need then to waste time and energies if nature determinates destiny and lifetime. Everything is minimal, indispensable, focused on real necessities.

le case di stromboli

L’essenzialità si riflette nella scelta del cubo, il volume per eccellenza senza pretese, razionale e senza alcun elemento che possa far pensare di voler prevalere sul creativo e disorganico ammasso pietroso che esiste da secoli. Non occorre, com’è consuetudine altrove, che si legga dall’esterno cosa si possiede. A Stromboli è necessario avere l’indispensabile per sopravvivere, tutto il resto lo offre la natura su una maiolica dipinta a mano.

Imbiancata di calce, la superficie dei muri è così liscia da annullare la consistenza della materia, da rendere le pareti senza spessore, permeabili e osmotiche. La ripetizione degli uguali volumi diventa una metrica indimenticabile che ossessiona per tutta la vita quando si torna da Stromboli.

I materiali sono offerti dal luogo: le canne, la pietra, la calce. Sembra quasi che qui l’uomo non abbia scoperto i progressi della tecnologia e si sia fermato a sistemi costruttivi che restano in piedi per secoli come templi greci. L’architettura segue il cammino in pendenza della montagna, si inerpica con fatica su un pendio difficile. A tratti stanca seguirla, ma non si rinuncia alla scoperta delle meravigliose addizioni che si sono aggiunte nel tempo.

Un susseguirsi di case e terrazze con una ritmica casuale, confusa e delirante. Si percepisce chiaramente l’estemporaneità che necessita della somma di elementi ritenuti necessari al momento, in funzione di nuove esigenze. La pianificazione è solo una “tecnica dell’aggregazione per prossimità” ed è per questo che l’impianto urbanistico dell’isola risulta assolutamente coerente con la natura selvaggia del paesaggio e con la spontaneità dei suoi abitanti. La stratificazione umana, gli eventi impetuosi, le vicissitudini storiche, le tragedie naturalistiche sedimentano nelle abitazioni.

Incanta il carattere timido e silenzioso delle pareti che si chiudono senza spigoli vivi quasi a non volere urtare la sensibilità e l’integrità del paesaggio tagliente. Tutti gli spigoli sono smussati, morbidi, confortanti: tutto ha la mollezza della gomma. Sulle pareti, passando dalle stradine, si legge chiaramente che gli abitanti hanno qualcosa da raccontare con le accozzaglie raccolte ovunque. Probabilmente non hanno timore di mostrare la parte più intima di se stessi e la riversano all’esterno per narrare l’orgoglio del mare e della montagna.

Essentiality is represented by the“cube”, the very undemanding volume, rational and with no elements which would prevail over the old creative and incoherent stony mass. It is no use to show-off one’s possessions.

In Stromboli you only need the essential for living, Nature, laying on her hand-painted majolica, will provide for all the rest.

Whitewashed by lime, the surface of the walls is so smooth as to annul the consistency of the matter, as to make walls evanescent, permeable and osmotic. Stromboli’s harmony of equal volumes becomes an unforgettable metric which will haunt your dreams forever.

Materials can be find on the spot: reeds, stone, lim. It seems that man here has not discovered technology yet and has stopped his know-how to the everlasting architecture of Greek temples. Architecture follows the slope of the mountain, climbing up hardly. It is not always easy to follow it, but one cannot give up discovering how it has been changing through the ages.

A succession of houses and terraces with a casual, confused and delirious rhythm. You can clearly discern the extemporariness of what is essential according to different circumstances and new needs. Planning is only a “technique of proximity aggregation”; the city plan of the island is absolutely coherent with the wild landscape and with the spontaneity of its inhabitants.

The human stratification, the violent events, the historical vicissitudes, the naturalistic tragedies are all sedimented in the houses.

One is enchanted by the shy and quiet disposition of the walls gently enclosing the houses as if they don’t want to hurt the sensitiveness and integrity of the sharp landscape. All the corners are smoothed, soft, comforting: everything is as soft as rubber. The walls, going along the small streets, clearly show that inhabitants have something to tell through muddles collected everywhere. Apparently they are not shy to show their deepest side and tell everybody their pride for the sea and the mountain.

architettura di stromboli

2017-10-13T19:17:27+00:00